Home / Articoli / Fotovoltaico 2026 – Aggiornamento post pubblicazione: i nuovi prezzi 3SUN comunicati a Key Energy

Fotovoltaico 2026 – Aggiornamento post pubblicazione: i nuovi prezzi 3SUN comunicati a Key Energy

RIASSUNTO ARTICOLO
SINTESI ESECUTIVA

Il presente contributo è stato completato nei suoi dati economici sulla base delle offerte disponibili al 28 febbraio 2026. La fiera Key Energy, conclusasi il 6 marzo 2026, ha fornito elementi nuovi che impongono una revisione quantitativa delle conclusioni della Sezione 6. Da colloqui diretti con rappresentanti commerciali di 3SUN intercorsi durante la manifestazione risulta che i moduli B48 — il prodotto oggetto dell’analisi — saranno commercializzati a partire dal listino aggiornato a un prezzo di 360 €/kWp, in luogo dei 305 €/kWp utilizzati nel cost breakdown di riferimento. L’incremento è del 18,0% (+55 €/kWp) e si trasmette integralmente sul CAPEX dello Scenario B, modificando in misura significativa il quadro di convenienza.

7.1 La rilevanza della distinzione tra valore nominale e valore attualizzato

Il primo effetto dell’aumento di prezzo è aritmeticamente ovvio: il vantaggio netto nominale si riduce da 90.928 a 59.688 €, una contrazione del 34,3%. La base ammissibile cresce di 55.000 € (da 729.000 a 784.000 €), il che genera un risparmio IRES nominale incrementato di 23.760 € (da 314.928 a 338.688 €); ma il delta CAPEX cresce di 55.000 €, con un saldo netto negativo di −31.240 €. Il massimale DM lettera c) per la fascia fino a 1.000 kWe rimane capiente (784 < 1.000 €/kWp): il vincolo normativo non è il problema.

Il problema è strutturalmente diverso, e si manifesta nella valutazione attualizzata. Come illustrato nella Sezione 4, il risparmio IRES di 338.688 € non è un incasso immediato: si distribuisce su circa 11 esercizi con coefficiente di ammortamento del 9%. Il VAN di questa sequenza di risparmi ammonta a ≈ 250.000 € al tasso del 5% e a ≈ 211.000 € all’8%. Il delta CAPEX è invece un esborso immediato — cash out — di 279.000 €. Il confronto corretto è quindi: VAN risparmio IRES vs delta CAPEX esborso immediato.

La matematica del nuovo scenario: quando il valore nominale inganna

Al prezzo di 305 €/kWp (febbraio 2026):  
– Vantaggio nominale:      +90.928 €  (sembra conveniente)  
– Vantaggio attualiz. 5%: ≈ +8.000 €  (marginale ma positivo)  
– Vantaggio attualiz. 8%: ≈ −27.000 € (già negativo)

Al prezzo di 360 €/kWp (post Key Energy, marzo 2026):  
– Vantaggio nominale:      +59.688 €  (sembra ancora conveniente)  
– Vantaggio attualiz. 5%: ≈ −29.000 € (NEGATIVO)  
– Vantaggio attualiz. 8%: ≈ −68.000 € (NEGATIVO)

Il vantaggio nominale rimane positivo perché include il risparmio IRES a valore facciale.Ma il risparmio IRES è distribuito su 11 anni: il suo valore oggi è inferiore di circa 89.000 €rispetto al nominale (al 5%). Con un delta CAPEX immediato di 279.000 €, la convenienzaattualizzata è negativa a qualsiasi tasso di sconto realisticamente utilizzabile da un’impresa.

7.2 Revisione dei criteri decisionali alla luce del nuovo listino

Le conclusioni della Sezione 6 devono essere aggiornate in un punto specifico. La condizione che orientava verso lo Scenario B — «superficie abbondante, capienza IRES robusta, tasso di sconto contenuto (≤ 6-7%)» — non è più sufficiente. Con i moduli a 360 €/kWp, il vantaggio attualizzato è negativo già al 5%. In termini pratici: non esiste, allo stato attuale del listino comunicato a Key Energy, un tasso di sconto realisticamente applicabile a un investimento industriale che renda lo Scenario B economicamente razionale rispetto allo Scenario A, quando l’analisi è condotta con la metodologia corretta del VAN.

Il prezzo soglia oltre il quale lo Scenario B diventa svantaggioso in termini nominali è di circa 465 €/kWp (al di sopra di tale soglia, il risparmio IRES non compensa più il delta CAPEX nemmeno a valore facciale). Il prezzo soglia in termini attualizzati al 5% è invece ben inferiore — nell’ordine di ≈ 310-320 €/kWp — e il prezzo di 360 €/kWp lo supera di circa 40-50 €/kWp. Il margine si annulla ulteriormente se si considera che il 5% è un tasso di sconto basso per un’impresa industriale con costo del capitale tipicamente superiore.

Rimangono valide le seguenti considerazioni: il CAPEX netto post-iperammortamento (≈ 555.000 €) è ancora inferiore al CAPEX dello Scenario A (615.000 €), a condizione che il beneficio fiscale si materializzi interamente nella sequenza di risparmi IRES distribuiti nel tempo. Ciò può avere una razionalità finanziaria per imprese con piano di ammortamento già strutturato e con capienza fiscale garantita, che considerino il risparmio IRES come un flusso certo da attualizzare al loro specifico costo del debito — tipicamente inferiore al WACC — oppure per imprese che valorizzino il vantaggio ambientale, reputazionale e di conformità normativa associato ai moduli europei certificati ENEA. Si tratta però di razionalità che esulano dal perimetro della pura convenienza economica.

In conclusione: il rialzo di prezzo comunicato da 3SUN a Key Energy non fa che accentuare la tendenza già presente nell’analisi originaria. L’iperammortamento era uno strumento sufficiente a rendere competitivo lo Scenario B in presenza di un prezzo moduli di 305 €/kWp, ma solo in condizioni di capienza IRES robusta, tasso di sconto contenuto e analisi condotta a valore nominale. A 360 €/kWp — e assumendo la correttezza metodologica del VAN — l’incentivo fiscale non compensa il differenziale di costo. Il messaggio per il decisore industriale è quindi doppio: il monitoraggio dell’evoluzione del listino 3SUN è parte integrante dell’analisi di convenienza, e non può essere disgiunto dalla verifica del VAN del risparmio fiscale.

Resta aggiornato

Entra nella community Magma

Unisciti alla community, iscriviti alla newsletter di Magma →

Excited to hear
your project.

Main office
Regional Office