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Rethinking Industry: L’AI è il bivio decisivo per le imprese

L’industria è davanti a un bivio. Non una transizione graduale, non un semplice aggiornamento tecnologico, ma una vera e propria rivoluzione industriale. Il suo nome è intelligenza artificiale.

RIASSUNTO ARTICOLO
SINTESI ESECUTIVA

Da pochi mesi alla guida di Assolombarda, Alvise Biffi ha impresso un’accelerazione netta ai temi dell’innovazione e della competitività industriale. Il suo programma strategico si chiama “Rethinking Industry”: un piano articolato in oltre 40 progetti che punta a rimettere l’industria – dalle piccole alle grandi imprese – al centro della trasformazione digitale.

Il fulcro è l’intelligenza artificiale, ma la vera sfida è culturale prima ancora che tecnologica.

Come dice il Presidente di Assolombarda: “Il rischio più grande oggi non è l’AI. È restarne fuori.”

Rethinking Industry nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenti una nuova rivoluzione industriale. Un passaggio strutturale che ridefinisce produttività, organizzazione del lavoro e posizionamento competitivo sui mercati globali.

Analisi OCSE e prese di posizione autorevoli – come quelle di Mario Draghi – convergono su un punto: senza l’adozione dell’AI l’industria europea è destinata a perdere terreno. Non solo l’industria italiana, ma l’intero sistema manifatturiero del continente.

In questo scenario, Assolombarda ha scelto di assumere un ruolo di guida. Rethinking Industry è pensato come una bussola per le imprese, in particolare per quelle più piccole, che rischiano di restare disorientate di fronte a una trasformazione così rapida e complessa.

Perché micro e PMI sono la priorità?

Il focus sulle micro, piccole e medie imprese non è ideologico, ma numerico. I dati parlano chiaro:

  • le grandi imprese italiane hanno livelli di produttività in linea con i competitor internazionali;
  • le medie imprese sono addirittura best performer in Europa;
  • il vero gap riguarda micro e piccole imprese, con una produttività pari a circa un terzo.

Un problema tutt’altro che marginale, visto che il 95% del tessuto produttivo italiano è composto proprio da queste realtà. In un’economia che funziona sempre più per filiere, la competitività complessiva è determinata dall’anello più debole. Per rappresentare questo concetto, Alvise Biffi usa una metafora efficace: “La filiera è come una cordata di alpinisti, si cammina al passo del più lento, non del più veloce.”

Da qui l’urgenza di intervenire, aiutando anche le aziende più piccole a fare un salto tecnologico che, oggi, passa inevitabilmente dai dati.

Dai dati all’AI: nasce il progetto forgIA

Il progetto simbolo di Rethinking Industry si chiama forgIA . Alvise Biffi ci tiene a sottolineare che: “Si tratta di un nome che chiarisce subito l’intento: forgiare l’intelligenza artificiale a partire dalla manifattura.”

L’industria italiana, forte di una tradizione meccatronica e di automazione, ha investito molto in macchinari e tecnologie 4.0. Meno diffuso è stato invece l’investimento sulle competenze interne e sulla gestione strutturata dei dati, indispensabili per rendere l’AI davvero operativa.

forgIA nasce proprio per colmare questo gap.

Il primo pilastro di forgIA è la realizzazione di un ecosistema dati caratterizzato da standard condivisi per la valorizzazione di dati industriali. Un passaggio chiave per consentire l’interoperabilità lungo le filiere, anche tra aziende che utilizzano tecnologie e fornitori diversi.

Uno standard comune permette di:

  • accelerare l’integrazione tra imprese;
  • evitare lock-in tecnologici;
  • rafforzare la posizione delle PMI.

L’obiettivo è ambizioso: far sì che parlando la stessa lingua, evitando una “babele digitale” si dia impulso a innovazione e produttività.

Un ecosistema manifatturiero dei dati

forgIA punta a costruire un vero e proprio ecosistema di dati industriali primariamente dal tessuto manifatturiero, il più concentrato d’Europa. Un patrimonio enorme, oggi frammentato lungo le filiere, che può diventare leva competitiva se messo a sistema.

Il modello è quello della coopetizione: si collabora sull’addestramento dell’intelligenza artificiale, ma si compete sul valore finale. I dati non vengono ceduti, accumulati o centralizzati, ma utilizzati in modo dinamico per produrre benefici comuni.

Uno dei temi più sensibili è la sovranità del dato e la protezione della proprietà intellettuale. 

La sicurezza non è un dettaglio; l’idea è chiara: accelerare l’innovazione senza mettere a rischio il patrimonio di know-how che rende unica la manifattura italiana.

Ma non è tutto incentrato solo sulla sicurezza dei dati. forgIA si fonda su un ecosistema di partner di primo piano fra cui: Politecnico di Milano, Cefriel, MADE – Competence Center, AI4I, IT4LIA AI Factory e Cineca.

Una rete che garantisce solidità scientifica, capacità di calcolo e trasferimento tecnologico verso le imprese.

Quanto vale l’AI per le PMI

Dalle parole, Alvise Biffi passa subito ai fatti e snocciola alcuni numeri che aiutano a capire la portata del progetto. Secondo stime OCSE, l’adozione dell’AI può generare +1,5% annuo di produttività. Le analisi di Assolombarda che coinvolgono le imprese che operano nella Città Metropolitana di Milano, nelle province di Lodi, Monza-Brianza e Pavia indicano un +5% di produttività sul quadriennio a livello nazionale e fino a +10% per micro e piccole imprese, che partono più indietro.

“Capite bene – sottolinea Biffi – che sul territorio Assolombarda questo significa circa 2,5 miliardi di euro di valore aggiunto, risorse da reinvestire in crescita, persone e mercati internazionali.

La sfida alle competenze: il progetto 100% AI

La tecnologia da sola non basta. Per questo Rethinking Industry include il progetto 100% AI, dedicato al reskilling diffuso che secondo Alvise Biffi deve partire dai board aziendali, chiamati a ripensare i modelli di business; verso le persone operative, che devono saper utilizzare l’AI nel quotidiano; fino ai profili tecnici che costruiscono le basi tecnologiche.

L’obiettivo non è creare pochi specialisti isolati, ma diffondere la capacità di usare e governare l’intelligenza artificiale in tutta l’organizzazione.

A che punto siamo

È entrato nella fase operativa forgIA: sono state individuate le prime filiere pilota, sono in avvio i primi casi applicativi che serviranno da “early adopter” per stimolare tutte le altre imprese associate.

Il traguardo è arrivare entro il 2026 con risultati concreti, capaci di dimostrare sul campo il valore del modello e di favorirne la diffusione su larga scala.

Con Rethinking Industry e forgIA, Assolombarda propone una visione chiara: l’intelligenza artificiale non è un lusso per grandi gruppi, ma un’opportunità democratica, accessibile anche alle imprese più piccole. “La vera sfida – sottolinea il Presidente di Assolombarda – è non perdere il treno. Perché questa volta, restare fermi significa restare indietro.”

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